Alternative Rider
Le prove di Coppa del Mondo di un qualsiasi sport sono dedicate a quegli atleti dalle capacità impressionanti riconosciute, appunto, in tutto il globo. Ci si dovrebbe aspettare atleti esperti, o quanto meno adulti. Invece c'è un rider nostrano, il Campione Italiano Assoluto di Wakeboard Giuliano Molli, che a soli 17 anni ha già provato l'emozione di partecipare a due prove di Coppa del Mondo. E non penso si voglia fermare a questi primi due inviti...

Un bellissimo scatto di Giuliano pronto ad eseguire una manovra
Una bella foto di Giuliano pronto ad eseguire una manovra


Scinauticando.it: Ciao Giuliano, com'è il dopo scuola senza l'uscita di Wake?
Giuliano: Triste, decisamente triste. Il lago qua è freddissimo e quindi sono costretto ad aspettare.

S: Cosa stai facendo in questo periodo per compensare questa mancanza?
G: Sto facendo palestra per mantenermi preparato fisicamente. Inoltre aggiungo un po' di Snowboard e Skateboard nel tempo libero.

S: Andrai all'estero per un po' di allenamento invernale?
G: Sono già stato per oltre un mese in Sud Africa, dall'11 Novembre fino al 18 Dicembre. Quindi ora, come già ti dicevo, aspetto con impazienza l'avvento della stagione più calda.

S: Riesci a mantenere provate alcune manovre con, ad esempio, lo snowboard o lo skateboard?
G: Nello Snowboard ci sono gli Slide che sono molto simili a quelli fatti con il Wake. Ma non solo: ance le rotazioni sono abbastanza simili, anche se sulla neve non esiste il passaggio di mano del bilancino.

S: Parliamo un po' della stagione 2006: Campione Italiano Assoluto, Medaglia di Bronzo agli Europei di Squadra, invito a Singapore per la World Cup... beh, da dove vogliamo inziare?
G: Beh, la coppa del mondo è stata sensazionale... Però proprio non saprei...

S: Allora inizio io: mi è stato riferito che avete fatto un figurone in Belgio in giacca e cravatta per la premiazione delle squadre...
G: Sai, devo dire che abbiamo fatto un gran figurone!!! Noi in giacca e cravatta, loro con la tuta della squadra che usavano tutti i giorni al lago. Siamo stati i soli a rispettare la serietà della cerimonia di premiazione, tant'è che siamo stati premiati come la squadra più corretta sul campo.

S: Senti, come ci si sente invece ad essere Campioni Italiani Assoluti per due anni di fila, battendo gente come Marcello che prima sembrava lontanissima?
G: Innanzitutto va rimarcato che non è stato facile quest'anno portare a casa il titolo, poiché tutti sono migliorati tantissimo e il secondo posto l'ho rischiato. Per quanto riguarda la vittoria sopra i Grandi... Loro rimangono sempre quel gradino avanti per ora, ma vederli dietro di me a qualche gara mi sta facendo comprendere che pure io sto crescendo.

S: Il Giappone ti è piaciuto? E' seguito il Wakeboard dai malati del videogioco?
G: Ti confesso che Cesare, portandomi ad un livello tale da esser invitato per la Coppa del Mondo, ha portato a termine uno dei miei sogni, chiuso uno dei miei obiettivi. E poi il Giappone è pazzesco!!! La gente era interessatissima all'evento. La cerimonia d'apertura molto bella e coinvolgente. Inoltre varie tue conoscenze delle discipline classiche come Freddy Krueger, Scott Ellis ed altri ancora hanno fatto una dimostrazione di salto decisamente spettacolare.

S: Raccontaci un po' della tua prova: immagino che di tensione ne avrai avuta da vendere...
G: Più che tensione è stata una sensazione stranissima, che non saprei riassumere in una parola. Sai, io ero lì sul pontile, e appena prima di me era partito un rider che il giorno prima avevo visto per l'ennesima volta su di un video. E la stessa sensazione era riferita anche a quello che sarebbe andato dopo di me. Per ciò che riguarda la mia prova, c'è poco da dire se non il fatto che ero a Singapore per fare esperienza in una gara importantissima come la finale di World Cup.

S: Se non sbaglio in questa tappa Dallas Friday ha fatto una caduta impressionante? Cosa stava provando?
G: Già... Purtroppo nel provare un Whirly è caduta con la gamba sinistra esattamente sulla cresta dell'onda. Il femore è lunghissimo da riprendere come infortunio: spero di rivederla presto in acqua, anche se so che sarà difficile.

S: Conoscendoci già personalmente, ho ben presente quanto Cesare, il tuo maestro, sia un tuo punto di riferimento importantissimo, se non quello centrale. Raccontaci come vi siete conosciuti e cosa ti sta dando.
G: Ho iniziato con le classiche a 7-8 anni. Poi, dopo che il mio club è stato chiuso, sul lago è arrivata la tavola ed ho iniziato subito ad appassionarmi. A 11 anni facevo già parte della Nazionale ed ho partecipato al mio primo mondiale in Francia. Ed è stato proprio nei raduni con la Nazionale che ho avuto modo di conoscere Cesare e di allenarmi con lui. Tant'è che avevo iniziato ad andare al suo club durante i week-end, per poi, dai 15 anni, trasferirmi là per tutta l'estate. Non è stata una scelta facile quella di lasciare Enzo, il mio precedente allenatore, ma d'altronde avevo capito che per fare il salto di qualità e raggiungere gli obiettivi che già 3 anni fa mi ero prefissato, era indispensabile mettersi nelle mani di Cesare. Senza di lui per me ora non esisterebbe il wakeboard.

S: Sotto il piano prettamente tecnico cosa ti sta dando?
G: Tralasciando il fatto che per ogni nuova trick lui non ha un solo problema nello spiegarla e nel portarti ad eseguirla, mi sta dando molto soprattutto grazie alla suo modo di porsi durante gli allenamenti nei miei confronto. Infatti mi tratta come un ragazzo, in modo serio, e con la consapevolezza che per arrivare ai livelli a cui miro serve tantissimo lavoro.

S: Impegni per l'anno prossimo?
G: L'anno prossimo i Mondiali a Pechino e, come tutti gli anni, gli Italiani Assoluti e di Categoria.

S: Mi dicevi che avresti piacere a fare qualche ringraziamento...
G: Precisamente. Vorrei ringraziare tantissimo mio padre e mia madre, i miei unici sponsor, per tutto quello che stanno facendo nel supportare la mia passione. E poi ovviamente Cesare Comollo.

S: Grazie per la tua intervista su Scinauticando.com
G: Grazie a te Luzz