In esclusiva presentiamo in questa pagina l'intervista fatta al Campione Europeo di salto Christian Rampanelli. In questa chiacchierata con Christian, oltre al racconto dell'evento, potrete trovare degli spunti di riflessione che, credo, possano interessare tutto il mondo dello sci nautico italiano.
Scinauticando.it:
Innanzitutto Christian, bentornato in Italia. Sappiamo che
hai messo in bacheca qualcosa di
interessante...
Christian:
Sì, ho vinto l'oro nel salto ai Campionati Europei di Salto
in Grecia
S:
E' il primo ora che ottieni ad un Campionato Europeo di Sci
Nautico? Quali altre medaglie hai vinto in questo evento
negli anni passati?
C:
Due anni fa ho ottenuto l'argento sempre in salto a
Recetto, in Italia. Inoltre ho vinto un altro argento nello
slalom a Tolosa... nel '90!!! (ride...)
S:
E' il primo ora che ottieni ad un Campionato Europeo di Sci
Nautico? Quali altre medaglie hai vinto in questo evento
negli anni passati?
C:
Due anni fa ho ottenuto l'argento sempre in salto a
Recetto, in Italia. Inoltre ho vinto un altro argento nello
slalom a Tolosa... nel '90!!! (ride...). Nei giovani ho
vinto in Under 21 lo slalom nel '92 e la combinata nel '93
S:
Quindi eri giovanissimo nel '90 quando hai vinto l'argento
in slalom...
C:
Avevo 17 anni. La prima di una lunga serie di medaglie in
slalom!?! (ride ancora più di prima...)
S:
Nella gara precedente ai Campionati Europei (Trofeo
Tomassini) hai subito dato prova della tua impressionante
forma agonistica. Ti ha accompagnato in Grecia una sorta di
tensione dopo questi 65.9m? Oppure ti hanno dato carica?
C:
Ovviamente sapevo di aver fatto questo risultato, però
prima della gara non ha inciso affatto sul mio stato di
tensione. Nelle eliminatorie ero molto teso visto che si
parlava, a causa delle condizioni in continuo cambiamento
nel corso della durata di questi Europei, di una
possibilità di limitare solo all'Eliminatoria la gara di
Salto.
S:
Immagino che comunque, una volta chiariti gli sviluppi
della gara, sia stato facile per te arrivare in
finale...
C:
Questo era l'obiettivo minimo che avevo per questa gara, ma
giustamente le mire già dall'inizio erano per una medaglia
S:
E finalmente dopo queste tensioni, la
finale...
C:
Sì, e ti confesso che ero molto meno teso in finale che in
eliminatoria. Certo, sentivo la gara, ma nella giusta
misura, anche grazie a dei consigli di Enzo di Vera, lo
psicologo che quest'anno ci ha seguito. Poi anche parlando
con Bubu in giornata mi ha aiutato parecchio.
S:
Ti va di raccontare ai lettori di Scinauticando cosa hai
applicato dei consigli di E. di Vera? A cosa
pensavi?
C:
Enzo, che colgo occasione per ringraziare, mi ha insegnato
a ripassare una mezz'ora prima della gara di salto, tutti i
movimenti, le sensazioni, i gesti ed i pensieri che ho
nell'avvicinamento alla rampa. In sostanza eseguo una
"sciata mentale" a terra. Non abbino, al contrario di
quanto si potrebbe pensare, gesti che poi farò in acqua, ma
semplicemente ripasso il tutto mentalmente.
S:
So che come ogni sciatore che si rispetti, sei appassionato
di musica. In caso tu abbia usato il tuo iPod prima della
finale, cosa gli hai fatto suonare?
C:
Niente in particolare a dire il vero. Un mix di tutto:
hip-hop, rock, pop, un poco di U2. Ho fatto come faccio di
solito quando ascolto musica: ho variato il più possibile.
S:
Il primo passaggio a vuoto in una gara di salto è
importantissimo, c'è il primo scambio con l'allenatore, una
sorta di rassicurazione o di incoraggiamento: cosa ti ha
detto Bubu Alessi prima di affrontare il primo
salto
C:
In Grecia il punto migliore per dare indicazioni sul salto
era il pontile stesso di partenza , di conseguenza questo
momento non c'è stato. Però prima di partire mi ha detto
"Vai Christian, tranquillo e fai ciò che sai fare". Possono
sembrare cose banali, ma dette da Bubu diventano
importantissime, almeno per quanto mi riguarda. Lui, oltre
ad essere uno dei miei migliori amici, è il mio tecnico e
mi fido di lui al 100%. Se mi chiedesse di salire con le
code, lo fare senza pensarci troppo (ride)
S:
Raccontaci i tre salti che ti hanno portato
all'oro...
C:
C'era tantissimo vento frontale, ed il primo salto sono
dovuto partire 1m dopo la boa dei 180m (Christian
solitamente parte 7-8m PRIMA della 180!!!). Ho visto che
ero ancora stretto, difatti non sono arrivato a più di
60.5m. Nel secondo salto Bubu mi ha consigliato di partire
un paio di metri dopo sulla 180 e di essere ben veloce con
gli sci sulla curva. Diciamo che mi è venuto tutto
perfetto: una bella curva in controllo, un taglio deciso
(mi è stato detto che son stato il saltatore partito più
tardi di tutti per il taglio) ed uno scatto molto molto
bello. In aria mi è venuta la pelle d'oca, avevo subito
capito del salto lungo, ed ho ottenuto 66.9m. Per il terzo
salto mi aveva sfiorato l'idea di andare a casa, ma oltre
al fatto che poteva sembrare un atto spavaldo, tendo sempre
a cercare di migliorarmi. Però stavolta era difficile ed il
terzo salto è stato intorno ai 63m. Arrivato a terra ho
festeggiato, ma con l'attesa di altri 5 sciatori...
S:
Anche se immagino che fossero Jason Seels e Sebastian di
Pasqua quelli da temere...
C:
Ti dirò, temevo soprattutto Jason, e se avessi dovuto
scegliere tra i due avrei preferito una sua predominanza,
in quanto mi sta più simpatico ed inoltre ci vado molto
d'accordo. Sta di fatto che, una volta sceso in acqua, ha
fatto due ottimi salti consecutivamente arrivando a 10cm
dal mio salto più lungo. Ma appena ho visto che il terzo
salto era sbagliato in pieno, sono scoppiato. Ho
abbracciato Ruga (il fisioterapista di squadra) che mi era
vicino, e poi sono corso da Bubu e....beh, gli sono saltato
addosso.
S:
A dirti la verità io mi sono immaginato un po' la scena del
tuo abbraccio a Bubu Alessi a Singapore nel '93 dopo la sua
vittoria, solamente al contrario: tu in muta e lui vestito
con il tuo casco in mano...
C:
ESATTO. La scena era decisamente uguale. Ripeto, Bubu per
me è molto importante.
S:
Hai sentito il tecnico del tuo club, Marco Degasperi, dopo
la tua vittoria? Cosa ti ha detto?
C:
Sì, ci siamo sentiti qualche ora dopo la finale. Lui era
molto emzionato, dato che nello stesso giorno suo figlio e
l'atleta che segue da più tempo hanno vinto un oro Europeo
S:
Avrai festeggiato poco la sera finale...
C:
Anche se non si dovrebbe dire, a fiumi di birra con tutti i
miei amici. Lì poi ho dedicato la vittoria ai miei
familiari, alla mia ragazza ed a mio nipote. Poi un
pensiero è andato alla famiglia di Vangelis.
S:
Per quanto riguarda l'anno prossimo? Che impegni ti
aspettano
C:
L'anno prossimo sarà una stagione impegnativa con i
Campionati Europei in Olanda ed i Campionati del Mondo in
Austria. Come puoi ben immaginare vorrei riconfermare
questo oro anche in Olanda e poi, e questo sarebbe il mio
sogno, andare a medaglia ai Campionati del Mondo. Son
cosciente del livello dei saltatori che mi troverò in
Austria, ma sento di avere ieri come oggi ancora del
margine per migliorare...
S:
Ora immagino sarai più rilassato passata (nel migliore dei
modi!!!!) la gara più importante dell'anno, nonostante le
ultime gare... Con un poco in più di tempo libero a che
cosa ti dedicherai? A quali passatempi?
C:
Come tu ben sai vorrei misurarmi sul computer, è una
passione che si sta facendo sempre più forte. Inoltre
vorrei finire casa, comprare un letto nuovo ed altri
mobili. Sai, sono in casa con la mia ragazza e voglio
essere ordinato (ride)
S:
Cambiamo completamente argomento. Diciamo che al momento tu
sei IL saltatore europeo per eccellenza, ma nonostante il
titolo appena ricevuto tu hai sempre girato e tuttora giri
il mondo per i tuoi impegni sportivi. Avrai sicuramente
avuto modo di vedere come all'estero esista una "cultura"
del salto: moltissimi ragazzini che saltano, trampolini in
ogni lago o quasi, eccetera... Secondo te esiste veramente
in Italia una tendenza a rifiutare il salto? A chi
attribuiresti la colpa?
C:
Rispetto ad altri paesi decisamente sì, questa tendenza è
presente. Ma devi sapere che è un'altalena che dondola
negli anni, per esempio Austria e Francia non hanno
saltatori ad alti livelli come in passato, così come la
Germania. Ma la nostra soprattutto è una carenza giovanile,
perché il salto è visto come uno sport più pericoloso di
quanto realmente sia. Ammetto che pure io vedevo il salto
in questo modo, ma poi continuando a saltare ho preso
sicurezza e la paura è calata sino al punto giusto.
S:
Mentre invece ai saltatori che già affrontano il trampolino
cosa consigli?
C:
Sostanzialmente di pensare esattamente ad ogni singolo
momento del salto, essere ben concentrati ogni volta che si
esce a saltare, nessuna distrazione dev'essere permessa.
Inoltre con un giusto livello di concentrazione si riesce a
superare la paura, e quindi a saltare più lungo e più in
sicurezza, e quindi a divertirsi VERAMENTE. Io ogni mattina
mi svegli e son contento perché penso che andrò a saltar
lungo ed a fare quindi una cosa che mi diverte.
S:
Credo che in questa prospettiva il tecnico assuma una
grossa importanza...
C:
Beh, il tuo tecnico ti deve saper dare la carica, oltre che
i vari consigli prettamente "tecnici", poi tu devi metterci
il giusto coraggio.
S:
Sai, ti dico questo perché si ha la tendenza di non vedere
la vera importanza del tecnico in salto
C:
Questo è un grande errore, ed io l'ho provato sulla mia
pelle. Quando Bubu mi segue, sento degli errori che
allenandomi da solo mai percepirei... Questo l'ho capito
soprattutto nel 2004 quando per la prima volta ho raggiunto
i 66 Metri.
S:
Siamo giunti alla conclusione della nostra intervista,
immagino vorrai fare qualche
ringraziamento...
C:
Assolutamente: dedico questa vittoria ai 3 tecnici che mi
hanno seguito sino ad ora, ovvero Marco Degasperi, Maurizio
Grillo ed Andrea Alessi
S:
Grazie di cuore per questa intervista
Christian.

